La salvia ed il rosmarino di Montevecchia







In conformità a quanto previsto negli obiettivi del Programma Agroambientale Regionale attuativo del regolamento CEE 2078/92, il Consorzio Parco Regionale di Montevecchia e Valle del Curone ha beneficiato delle azioni formative per promuovere ed incentivare la diffusione delle disposizioni comunitarie per un'attività agricola a minor impatto ambientale.

Tra gli strumenti a disposizione, quello delle attività dimostrative è stato scelto come modello per le azioni intraprese a favore dei coltivatori di piante aromatiche / officinali.
 
La diffusione di metodi produttivi di tipo integrato, nel rispetto dei Disciplinari e degli impegni previsti dal Reg. CEE 2078/92, rappresenta un primo passo verso un livello qualitativo (per l’uomo e per l’ambiente) più elevato rispetto a metodi di tipo tradizionale. Essenziale è quindi un ruolo propositivo e di indirizzo agro-ambientale per una corretta gestione dell'impresa agricola, anche dal punto di vista economico-finanaziario, alla luce del continuo aggiornamento richiesto per adeguarsi alle nuove normative comunitarie.
 
L’attività dimostrativa realizzata ha avuto durata pluriennale (minimo tre anni) mirando ad applicare e comparare le diverse tecniche produttive per le principali piante officinali del territorio (salvia e rosmarino), conseguentemente all'introduzione di metodi di agricoltura biologica (misura A2) ed in presenza di riduzioni di concimi e fitofarmaci (misura A1), rispetto alla tecnica definita “convenzionale”.
Tali attività si sono svolte direttamente sui terreni di alcune aziende aderenti al regolamento e rientranti nel progetto comprensoriale predisposto dall'Ente Parco.
 
In particolare, nella prima parte del progetto, si è reso necessario eseguire studi, ricerche bibliografiche, analisi ed approfondimenti, su queste colture officinali tipiche dell'area collinare del Parco, di cui non esisteva sufficiente documentazione ufficiale e non rientranti tra l’altro nei disciplinari produttivi regionali.
La produzione locale, a dispetto della relativamente modesta superficie agricola interessata, è tale da soddisfare gran parte delle richieste dei distributori e dei grossisti dei mercati generali di Milano e provincia, tranne nei mesi più freddi del periodo invernale, in cui le produzioni rivierasche liguri sopperiscono agli inevitabili cali produttivi.
 
Parte dei dati e dei risultati dell'attività hanno costituito  inoltre la base per l’avvio di studi e progetti di fattibilità per l'istituzione e la creazione di un marchio del Parco, per quei prodotti ottenuti con tecniche di coltivazione a minor impatto ambientale o di tipo biologico, rispondenti comunque a definite caratteristiche qualitative.
 
Niccolò Mapelli, tecnico incaricato di condurre l’attività dimostrativa per conto del Parco Regionale di Montevecchia, ha provveduto inoltre ad organizzare periodicamente degli incontri per gli imprenditori agricoli di piante officinali operanti sul territorio, nonchè ai titolari delle aziende direttamente coinvolte dal progetto. Tali incontri sono serviti per confrontare le esperienze in atto, acquisire dati ed informazioni di sperimentazioni ed analisi, verificare l’andamento stagionale in relazione a fitofagi e patologie, divulgare notizie ed aggiornamenti su regolamenti, contributi e nuove opportunità.
La divulgazione dei dati e dei risultati raggiunti aveva lo scopo di sensibilizzare e coinvolgere attivamente quanti più imprenditori della zona, potenziali beneficiari del Programma.
 
Per l’attuazioone del Ptrogramma dimostrativo sono stati coinvolti altri soggetti ed in particolare l’Università di Milano (Facoltà di Agraria - Istituto di agronomia), mediante un’apposita convenzione per lo sviluppo della parte scientifica e del programma di lavoro.
 
Il programma di attività dimostrativa si è così articolato:
 
  • Individuazione di cloni certificati locali e di diverse provenienze e produttività con relative malattie ed avversità;

 

  • Messa a punto di agrotecniche per miglioramento quali/quantitativo;

- Fertilizzazione (fase iniziale)

- Densità (successivamente ai cloni)

- Irrigazione.

 
La tempistica è stata programmata in modo da dedicare la stagione invernale alla prima fase (punto 1), per poi iniziare ad operare “in campo” (avvio del punto 2) nella successiva epoca primaverile fin dal risveglio vegetativo, al fine di non slittare alla successiva annata agraria.
L’obiettivo del progetto è stato quello di determinare quale tecnica colturale meglio si adatta alla coltivazione delle piante officinali del territorio, introducendo elementi che comportassero un miglioramento delle condizioni agro ambientali ed economiche delle imprese agricole coinvolte in modo da mantenere, diversificare (introducendo anche altre officinali) e possibilmente incrementare le superfici destinate a tali colture, con positivi effetti sul recupero di terreni terrazzati in via di abbandono e come mezzo di stabilità del suolo.
 



Relazione 1° anno
Relazione finale