Piani di Assestamento Forestale







Secondo quanto indicato nella deliberazione regionale n° 13899 del 1 agosto 2003 il Piano di Assestamento Forestale (P.A.F.) è lo strumento di gestione di un complesso forestale (bosco o superficie silvo pastorale) di un singolo proprietario o di più proprietari associati o consorziati: in altri termini il piano di gestione di un’azienda forestale. I criteri esposti nella delibera sopracitata attribuiscono ai Piani di Indirizzo Forestale l’identificazione dei complessi boscati da sottoporre a piani di assestamento forestale, ordinari e semplificati, secondo tre differenti classi di priorità (alta, media, bassa). Questa classificazione indica su quali piani investire prioritariamente.

Secondo la nuova concezione regionale, i piani di assestamento forestale si distinguono in ordinari e semplificati.
I piani di assestamento forestale ordinari sono previsti per “complessi forestali” con funzione prevalente produttiva, in cui si prevedono utilizzazioni boschive di valore tale da poter giustificare il costo di elaborazione del piano medesimo.
 
I piani di assestamento forestale semplificati, consistenti in strumenti di analisi e, soprattutto, di gestione selvicolturale più economici, agili, sono previsti per i boschi con funzione multipla. Questi piani prevedono specifici studi settoriali riguardanti la ricostituzione boschiva, la valorizzazione naturalistica, l’analisi degli aspetti di varietà ecologica e di diversità ambientale, la tutela e conservazione degli ambiti a rilevanza storico-colturale o faunistica od altro ancora. I rilievi dendrometrici, il calcolo o la stima delle provvigioni e delle riprese sono effettuati con criteri speditivi.
 
Alla luce della nuova concezione assestamentale la Regione Lombardia ha conferito all’ERSAF l’incarico di rivedere i criteri per la redazione dei piani di assestamento forestale.
Infine, ai sensi della nuova legge forestale della Regione Lombardia (l.r. 27/2004) i piani di assestamento forestale, unitamente ai piani di indirizzo forestale, vengono recepiti dalla pianificazione di livello comunale (PRG), in particolare la delimitazione delle zone a bosco e le prescrizioni relative alla trasformazione dei comprensori boscati. I PAF vengono approvati dagli enti gestori dei parchi e riserve regionali, dalle comunità montane, dalle provincie per i territori di rispettiva competenza e hanno durata di 15 anni, eccezionalmente di 10.
Per la redazione dei nuovi piani di assestamento non si applicano più i criteri previsti dalla D.G.R. 53262 del 21/03/1990, bensì l’applicaztivo informatico “Progettobosco” predisposto nell’ambito del progetto di ricerca del Ministero “Riselvitalia 4.2”.
 
Ruralp ha collaborato, per conto dei dottori forestali Nicola Gallinaro e Bruna Comini, alla predisposizione dei seguenti Piani: