Le castagne "peste" della Valle San Martino







L’economia della Val San Martino, come di moltissime aree interessate dalla coltura del castagno, è stata caratterizzata da una spiccata autarchia produttiva e di consumo; l’attività agricola primaria era la coltivazione dei cereali, sfruttando qualsiasi piccolo pianoro o anfratto, oltre alle attività di coltivazione dei castagneti da frutto, dai noccioli ecc.; alcuni luoghi della Valle erano anche famosi per la lavorazione del legno: rocchetti, manici per utensili e mestoli venivano immessi nei mercati locali fino a quelli milanesi.

Sia a Nesolio, nel Comune di Erve, così come in altre località del Comune di Carenno, ad esempio a Boccio, possiamo osservare ancora oggi alcuni essiccatoi, funzionanti nel periodo della raccolta delle castagne.
L’essicatoio è una struttura costruita di norma in due distinte modalità o all’interno di edifici destinati a residenza, in continuità con i locali abitativi, o in costruzioni autonome, tipologia maggiormente diffusa in questo ambito, costituita da un camino, sovrastato da un locale con solaio di legno ricoperto da una rete sulla quale vengono posate le castagne.
Calore e fumi del camino producono l’essicazione.
Il processo di lavorazione ha una durata di circa quaranta giorni, in rapporto alla quantità di frutti da essiccare. Una porta di ridotte dimensioni consente di visionare e monitorare la lavorazione e rivoltare le castagne per garantire l’uniformità del processo.
Per staccare la buccia, le castagne vengono poi pestate e battute con apposite mazze di legno. Il contenitore in cui le castagne vengono battute è chiamato “pila” e consiste in un tronco di castagno selvatico scavato al suo interno. Il lavoro viene svolto da almeno cinque uomini che battono contemporaneamente.
 Le castagne battute vengono poi passate alla vagliatura mediante degli ampi setacci, per separare bucce e frutti: le castagne così ottenute sono in grado di conservarsi a lungo, anche tutto l’inverno, fino alla primavera successiva.
Oggi la coltura del castagno ha perso la sua antica funzione, e tali operazioni vengono effettuare per l’uso familiare e riproposte in sagre e manifestazioni che tengono vive questa tradizione locale.
 
Immagini della battitura 2008
 

Nell'essicatoio invaso dal fumo Elio controlla le castagne.

 

Dopo circa 40 giorni di lenta essicazione le castagne sono pronte da battere.

 

Si aspetta una bella giornata di sole, verso la metà - fine di novembre.

 

E' il giorno adatto, Elio inizia a riempire la "gabbia" per portare le castagne a casa.

 

Ogni viaggio significa 30 -40 kg di peso sulle spalle.

 

Sull'aia di casa si travasa il tutto nella "pila", un tronco cavo di castagno.

 

La battitura ha inizio: amici, familiari e parenti sono tutti coinvolti.

 

I colpi devono essere precisi, ritmati e costanti.

 

Le castagne pestate, tolte dalla pila, vengono passate ad un primo grossolano setaccio.

 

Con movimenti abili e precisi, le castagne vengono ulteriorimente separate dai gusci più minuti.

 

Alcune castagne vengono subito ripulite, in vista del pranzo di festa.

 

Il giorno della battitura è un'occasione di ritrovo e di festa, non solo di lavoro.

 

...infatti in cucina la cassoeula è sul fuoco.

 

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